 |
Tutta questa pioggia spero riuscirà a pulire le mie colpe, i miei peccati, i miei errori, i dolori nella mia anima e verso la tua anima. Vorrei essere ancora una fata che danza per te, nel bosco e non solo, ma i miei passi non mi fanno sentire una fata anzi. Vorrei raccogliere tutte le fragole in quel bosco, per nutrirti, ma non ne trovo più alcuna, solo bacche scure e senza sapore. Vorrei tornare la tua bambina, scappare e farmi inseguire, ma i miei pensieri non riescono più ad essere di gioco, solo incertezza e triste consapevolezza. La confusione regna in me. Allora cammino lentamente, sotto questo temporale, e poi mi fermo, mi tocco la pelle, per vedere se qualche errore e rimorso se ne è scivolato via con l'acqua: nulla, allora inizio a strapparla per punirmi. Per punirmi all'infinito. Forse. Sorrido, anche non assomiglia affatto a qualsiasi sorriso visto su questa terra. Comprendo di non appartenere al resto del mondo! Di non poter comprendere il significato di gioia, letizia, serenità, e lo accetto, come si accetta il tuo corpo che mi allieta toccare. E ora posso correre di nuovo sotto la pioggia godendo di quello che sono, senza inseguire una redenzione che mai troverò, bevendo e nutrendomi di quegli straordinari eventi. (Sabrina) Copyrigth ©
|